Click to open the Home pageEscursioni nella laguna di Venezia, accessibili anche a persone disabili

Justmen - crociera 2012
Seconda tappa: da Parenzo ad Orsera
(12 nm bordi compresi...)

11.08.2012 - 12.08.2012
Forse impigriti per la lunga sosta, ma anche perchè Sandro & C. sono per la prima volta in Croazia, facciamo vela per la vicina Orsera. Un po' di slalom tra gli isolotti e le secche che costellano il breve tragitto e ben presto ammainiamo (anzi rolliamo) le vele per entrare nella rada del porto, che è un'insenatura naturale molto caratteristica.
Chiamiamo via radio il marina, che anche qui monopolizza tutte le banchine del paese, oltre all'installazione con pontili galleggianti del marina vero e proprio e ci dicono che possono assegnarci un posto proprio davanti agli uffici (e ai servizi) del marina: praticamente l'ultimo posto libero. Ci affrettiamo ad accettare e diciamo che stiamo entrando.
Mentre metto la prua nelle acque del porto mi ritrovo a pensare che al quarto giorno di navigazione, di solito, mi trovavo già oltre il Quarnaro, nelle prime isole dell'arcipelago dalmata. Ma va bene così: andamento lento, per dirla in musica.

Un po' di foto
di Orsera (Vrsar)
prima di continuare il racconto.


verso Orsera - click to openOrsera, veduta aerea - click to openOrsera, su per le stradine della città vecchia - click to open
Orsera vista dal campanile - click to open Orsera, su per le stradine della città vecchia - click to open
Orsera di notte - click to open
Orsera, il marina - click to open
Orsera, riva del campeggio - click to open Orsera, pescherecci - click to open
Orsera, riva del campeggio - click to open
Orsera, su per le stradine della città vecchia - click to open

Il marina è recente e ben organizzato. Sandrino(one) scende per verificare strutture e servizi. I ragazzi(ini) schizzano via in esplorazione. Mariagrazia fa un po' d'ordine, che se non ci pensa lei...(grazie).
Ci sono servizi igienici attrezzati per disabili: decido che ci fermeremo anche domani, il tempo per approfittarne. Va quasi di conseguenza il varo del gommoncino che ci fa da tender. Sandrino, MG & figli si stipano sul canotto e partono per l'esplorazione ravvicinata della baia e la circumnavigazione dell'isolotto di Sveti Juraj (San Giorgio), che chiude e protegge questo porto naturale. Il tender è così carico che mi chiedo se affonderanno. Io ne approfitto per farmi un giro per la darsena e, scoperto che hanno un negozietto pittosto ben fornito di articoli per la nautica, compro qualche metro di sagolina ultrasottile per fare le impalmature ai capi delle cima d'ormeggio nuove, prima che inizino a sfilacciarsi, e un mini ancorotto per il gommoncino, in modo da evitare che debbano rincorrerlo a nuoto quando inevitabilmente se ne andrebbe mentre i suoi occupanti fanno il bagno.
Fa caldo ed eleggo un angolo ombroso e ventilato del bar del marina a mia sala di lettura. I Pitzalis (Sandro & C.) si immergono nella ressa dei turisti alla scoperta di Orsera bassa (la parte nuova che sorge tutt'intorno alla baia). Io consiglio di salire su per la collina a visitare l'Orsera vecchia, fatta di pietra bianca d'Istria e tegole rosse e da cui è anche possibile apprezzare un bel panorama.

Un piccolo capitolo a parte meriterebbe la storia della bacinella. Iniziata già a Parenzo. La premessa è l'emergere di una piccola esigenza legata alla mia personale impossibilità di usare il lavello del bagno di bordo per sciacquarmi il viso o fare la barba. Quando avevo la piccola Cocaletta, 7 metri senza lavandini a bordo, usavo per l'appunto una bacinella di plastica poggiata davanti a me all'aperto, in pozzetto. Pregato Sandrino di cercarmene una, il poveretto si è girato tutta Parenzo senza trovare nessun negozio che ne vendesse una. E pur di non tornare a mani vuote, mi ha portato un secchiello da spiaggia! Mancavano solo formine e paletta... La carenza di bacinelle di plastica, anzi di "pelastica" come ironizzavano Gianluca e Federico, diventa il tormentone di tutta la crociera. Ne abbiamo viste ovunque, com'è naturale: nei giardini delle case, nei ristoranti, nei locali lavanderia dei marina (quasi quasi ne fregavamo una a Rovigno), ma nei negozi niente! Orsera non ha fatto eccezione.

La sera prima di partire si decide di saltare Rovigno (meritevole di una visita, che potremo fare sulla via del ritorno) e puntare a Pola, di solito ignorata dai diportisti, ma che almeno una volta va visitata: l'insolita, lunga e articolata insenatura in fondo alla quale si trova il porto con l'antica arena romana e la bella città vecchia, ricca di localini e architettura veneziana del tempo che fu.



continua: terza tappa -
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