Click to open the Home pageEscursioni nella laguna di Venezia, accessibili anche a persone disabili

Justmen - crociera 2012
Prima tappa: da Venezia a Parenzo (60 nm)

06.08.2012
Sandrino, che a dispetto del nome è grande e grosso, arriva a Mestre con la sua famiglia. Mariagrazia, sua moglie e i due figli, Gianluca e Federico, li conoscevo soltanto in foto. Si dorme a casa mia e l'indomani andremo a far compere all'ipermercato (soprattutto cambusa). Poi il trasferimento a Treporti, dove ci aspetta la barca.

07.08.2012
Il breve viaggio in auto lungo la gronda lagunare dà loro un assaggio del paesaggio terracqueo di quest'angolo del Veneto: per un lungo tratto si costeggia il Sile, che corre a pochi metri dal bacino lagunare e a volte si raccorda con questo attraverso alcuni canali.

Fiume Sile - CLICK TO OPEN
Darsena Marina Fiorita (Treporti - Venezia)
La darsena Marina Fiorita, a Treporti (Venezia) - CLICK TO OPEN

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Arrivo a Treporti, alla darsena Marina Fiorita e stivaggio della barca (bagagli personali, cibo e bevande, altre attrezzature). Samuele, responsabile del progetto LagunaBoat e Gerardo che lo aiuta si trasferiscono dalla barca (dove di solito "abitano" durante la stagione di LagunaBoat) al camper, appositamente parcheggiato in darsena. Domattina si parte!

 

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Vabbè, non era proprio così...
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...ma così.

08.08.2012
Bora tesa in darsena. Fuori sarà peggio. Non è poi tanto forte: stimo 20 nodi. Però dalla nostra parte dell'Adriatico, se gli dai tempo, il fetch tira su una bella onda. È il vento perfetto per veleggiare sottocosta in Istria. Maledettamente scomodo invece per la traversata: tutto sul muso, vento e mare. Non è l'ideale per il battesimo della vela per Mariagrazia e i due ragazzi. Se la prendono male dall'inizio... E poi neanch'io ho voglia di esordire con dieci ore di bordi e acqua da tutte le parti. Insomma, decidiamo di aspettare: «Magari oggi molla e domattina si va col maestrale al lasco. Oggi possiamo farci un giro per le isole di Venezia con LagunaBoat». Dopo colazione però decidiamo di andare prima a dare un'occhiata al faro di Punta Sabbioni: vediamo come butta in mare, fuori delle bocche di porto.
La situazione era migliore e mi sono detto che se il vento avesse iniziato a calare saremmo potuti partire, contando sul fatto che anche il mare sarebbe diminuito. Alle 13 il vento in darsena è decisamente diminuito. Ci guardiamo negli occhi e decidiamo senza fare troppi conti: «Si va». Il tempo di sistemare le ultime cose e alle 14 molliamo gli ormeggi.
Ci va bene anche con la marea. C'è una barra di fango che ostacola l'uscita dal nostro pontile a chi pesca 2 metri o più, ma siamo in regime di alta marea e ce ne andiamo senza problemi.
Per uscire dalla laguna, fin fuori dalle "dighe" della bocca di porto di Lido siamo costretti a una deviazione a causa dei lavori del Mose. Prima di guadagnare il mare aperto passa un'ora.
Possiamo finalmente fissare alle 15 la partenza "marina" da Venezia. Considerando che alle 21-21,30 comincia a far buio mi rendo conto che arriveremo a Parenzo col buio. Una piccola esperienza in più per i miei amici a bordo.
Come previsto il vento se ne va e corriamo verso i 103° bussola di Parenzo, che ci aspetta a 52 miglia marine (quasi 100 Km in misura "terragna"), a motore. Il GPS dice 7,5-8 nodi. Se continuiamo così stimo che tra sette ore saremo arrivati.
L'autopilota fa il suo dovere (sia sempre benedetto) e lo scollego solo per governare a mano in un paio di occasioni in cui eravamo in rotta di collisione con altrettante navi cargo in rotta da sud verosimilmente verso Trieste. Poi, a tre quarti di traversata si comincia a intravedere la linea di terra dell'Istria e comincia anche un po' di mare senza vento al mascone di poppa. Direzione da libeccio (sud ovest) che mette in crisi l'autopilota. Mani sul timone e avanti.

Parenzo by night - CLICK TO OPEN
Parenzo by night vista dall'ingresso del porto

Poco dopo le nove, come atteso, imbrunisce e le luci della costa ingannano l'occhio. Cerchiamo di individuare il fanale che segnala l'isolotto di Barbaran, poco più di uno scoglio, che delimita a sinistra l'ingresso al porto e il fanale verde in testa alla diga foranea, che è l'altro palo della porta per il nostro gol. Sandrino, fresco di patente nautica, fa notare come una cosa è la teoria e altro è la pratica, con tutte quelle luci della cittadina, auto comprese, che impediscono di distinguere i due fanali finchè non sbatti sopra. Entriamo lo stesso... col videogioco: il GPS, che docilmente ci porta con precisione fino al molo della Dogana, all'interno del porto.
Il tempo di organizzare l'ormeggio alla banchina e controllo l'ora: le 22,30. A parte l'uscita da Venezia e l'entrata nel porto di Parenzo, sette ore, equivalenti ad una media di quasi 7 nodi e mezzo.

Siamo ormeggiati "all'inglese", come molti definiscono l'ormeggio con la fiancata in banchina. S'incarica di scendere a terra con i documenti di tutti Mariagrazia, giusto per risparmiarmi la complicazione di imbragarmi e appendermi alla gruette con la carrozzina.
Sappiamo di dover mollare l'ormeggio in attesa dell'indomani quando dovremo andare in Capitaneria di porto per il permesso di navigazione. Il molo della dogana va lasciato libero. Riusciamo tuttavia a convincere i doganieri a lasciarci lì, salvo avvicinarci alla radice del molo. Ci sembra una soluzione comoda invece di andare col buio in cerca di un gavitello libero nella rada del porto. Domani, ci dicono, il nostro posto andrà lasciato entro le 9.30-10, perchè lì staziona un taxi-boat. Nessun problema, pensiamo, alle 8 apre la capitaneria; "si fan carte" e ripartiamo subito verso sud.

Il catamarano Prince of Venice - CLICK TO OPEN

09.08.2012
Alle sette di mattina mi sveglia un bel trambusto: ci stanno dicendo di mollare perchè deve ormeggiare il grande catamarano che fa linea con Venezia (la sera prima se n'erano dimenticati...). Ma non si fa in tempo a mollare: il "mostro" sta accostando in banchina. Non resta che spostarci di quei 4-5 metri che ancora c'erano verso la radice del molo. Mi aspetto che la chiglia tocchi il fondo, ma, complice la marea, continuiamo a galleggiare liberi. La gente in coda per salire sul catamarano, un bestione di una trentina di metri che incombe su di noi a non più di quattro metri di distanza, ci guarda incuriosita. Abbiamo fatto ritardare di qualche minuto l'imbarco. Noi invece guardiamo loro con l'aria un po' stordita di chi si è appena svegliato.
Finalmente lui parte e noi facciamo un po' di colazione prima che Sandrino e Mariagrazia vadano in capitaneria.
Al loro ritorno, visto anche che nella banchina adiacente si sono liberati dei posti, decidiamo di andare ad ormeggiare lì e scendere a terra per qualche commissione. Una schedina telefonica prima di tutto per approfittare delle tariffe economiche dei loro gestori e poterci connettere ad Internet (soprattutto per le previsioni del tempo).
Possiamo partire nel primo pomeriggio. Così pensiamo. E va a finire che vince la pigrizia e ci fermiamo per la notte.
Ed è la sera, prima di andare a nanna, che Federico, curioso come tutti i ragazzini, annuncia:«C'è scritto 11,5». E visto che non ottiene risposta lo ripete. Così al volo non capiamo, ma lui si spiega: sul quadro elettrico, il valore che indica la tensione delle batterie, che di solito sta sui 13,5-14 Volt (con il caricabatterie connesso alla rete a 220 V) è sceso improvvisamente al solo accendere le luci in cabina. Breve consulto e io decido che l'indomani avremmo chiamato un elettricista per valutare lo stato delle batterie prima di partire e trovarci in qualche rada al buio. Buonanotte e tutti in branda.

Boat ramp for disabled people - CLICK TO OPEN

Boat ramp for disabled people - CLICK TO OPEN

10.08.2012
Stamattina scendo per primo dalla barca e vado a far colazione al bar di fronte: prima novità rispetto a 15 anni fa, l'ultima volta che ero venuto in Croazia, adesso nei bar ci sono i croissant (i cornetti o come preferite chiamarli). Una volta solo fette di torta e generalmente di ricetta bosniaca (chissà perchè le pasticcerie erano gestite prevalentemente da bosniaci). Nei bar neanche quelle.
Ma è l'ora di telefonare. Il marinaio che fa servizio in banchina ci dà il numero dell'elettricista che serve loro e il marina di Orsera. Lo chiamo e un'ora dopo è davanti alla nostra barca. Assisto alla misurazione della densità dell'elettrolito e la diagnosi è che le batterie non sono andate, tuttavia stanno più o meno al 50%. Non mi va di avventurarmi con questo fifty-fifty e ordino il cambio, che però non può arrivare prima dell'indomani: un altro giorno di sosta a Parenzo.

11.08.2012
Alle nove, puntuale come un ginevrino, arriva il nostro elettricista e con lui le nuove batterie (da Zagabria): il servizio postale "celere" ha mantenuto la promessa (proprio come in Italia).
Il tempo di saldare il conto all'ufficio del porto (che poi è una dependance del marina di Parenzo) e lasciamo la bella cittadina. Soffia un tantino di maestrale. Si aprono le vele.




Vi lascio con questo video, girato a Parenzo,
dedicato alla speciale passerella di Justmen

continua: seconda tappa (tappina)-
Parenzo-Orsera -->

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